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IL PARCO MARINO DI VILLASIMIUS

di Claudio Saba (maggio 2002)


Da qualche anno, dopo un lungo periodo di polemiche e con disperazione di molti amici subacquei, una delle zone più suggestive della Sardegna è diventata "parco marino". L'Area Marina Protetta di Capo Carbonara è stata istituita, infatti, con decreto del ministero dell'ambiente del 15 settembre 1998, modificato e integrato con decreto del 3 agosto 1999, mentre le attività consentite nell'Area sono state disciplinate con deliberazione n° 34 del 29.3.2001 del Consiglio Comunale di Villasimius, al quale il ministero dell' ambiente, tramite apposita convenzione, ha affidato la gestione dell'A.M.P.
L'area protetta interessa tutta la zona costiera antistante le isole dei Cavoli e di Serpentara, nonchè i territori costieri limitrofi del comune di Villasimius, e comprende in pratica, con una certa approssimazione, tutto il litorale compreso tra Capo Boi e Punta Proceddus e la fascia di mare prospiciente, come meglio evidenziato nella cartina.


L'area è stata suddivisa in tre zone: una zona A di riserva integrale nella quale è vietata qualunque pesca professionale e sportiva, una zona B di riserva generale ed una zona C di riserva parziale. In queste ultime due zone la pesca sportiva può essere praticata, previa autorizzazione dell'ente gestore, con alcune limitazioni che però non interessano lo spinning, mentre in tutta l'area è vietata la pesca subacquea e l'utilizzo di palamiti, nasse, bilance e rezzagli. L'autorizzazione annuale può essere richiesta, tramite apposito modulo, al direttore dell'A.M.P. (via Colombo n° 2 - Villasimius) e viene rilasciata sul momento.
La costa compresa nell'area è sempre stata di grande interesse per lo spinning in mare e a maggior ragione lo è adesso considerato che le limitazioni di pesca stanno già producendo effetti positivi sulla presenza di pesci e sulla produttività delle acque intorno a Capo Carbonara. Tutta la zona è interessata dalla presenza di predatori stanziali e pelagici per buona parte dell'anno e, inoltre, la conformazione della costa è tale che è possibile con qualsiasi vento trovare la situazione ottimale per praticare lo spinning. Poichè il promontorio di C. Carbonara, che segna il confine orientale del Golfo di Cagliari, è rivolto verso SE, abbiamo coste esposte a libeccio-maestrale, quindi produttive con venti del quadrante occidentale, e coste rivolte a levante-scirocco, che esprimono la loro potenzialità con mareggiate generate dai venti sud-orientali. Tutto il litorale in esame è un alternarsi di spiagge, scogliere e calette (interrotto solo dal nuovo porto turistico) di grande bellezza e ad elevata pressione turistica nei mesi estivi, di fatto impraticabile per il pescatore dalla costa per tre mesi all'anno ma che si trasforma in un paradiso quando le prime perturbazioni autunnali pongono fine al via vai di bagnanti, sub, pedalò, gommoni, surf, etc.

LE PREDE
Nelle acque di Villasimius è possibile l'incontro con quasi tutti i predatori tipici dello spinning mediterraneo. La presenza della spigola, preda regina dello spinning, è assicurata dalla buona estensione delle spiagge e dei fondali sabbiosi, mentre l'accentuata caduta batimetrica e le forti correnti che caratterizzano buona parte della costa garantiscono, nei periodi opportuni, l'incontro con i predatori pelagici. A questo proposito, una segnalazione particolare merita il barracuda mediterraneo, apparso nelle nostre coste poco più di dieci anni fa e che ha ormai ampiamente colonizzato le acque sarde; tutta la costa di Villasimius può considerarsi un "santuario" di questo predone, il cui incontro per lo spinner è altamente probabile per 5-6 mesi all'anno, e cioè nei mesi primaverili ed autunnali, quando i grandi branchi di barracuda stazionano sotto costa, in particolare con il mare mosso o in scaduta. Questo aggressivo predatore ha mostrato una particolare predilezione per i pesciolini finti di buone dimensioni (da 9 a 14 cm), ma ottimi risultati hanno fornito anche i popper, da utilizzare con mare poco mosso o calmo. Valide tutte le colorazioni, sia naturali che di fantasia; quando è in caccia il barracuda nostrano non va tanto per il sottile e può essere attratto e ingannato anche dalle livree più vistose e improbabili. Una sola raccomandazione: considerata la dentatura di questo pesce è opportuno utilizzare esche in legno duro (tipo Rapala CD Magnum) o in materiale plastico; un minnow in balsa potrebbe risultare inutilizzabile già dopo poche catture.

 

Tra le altre specie raggiungibili dai nostri artificiali, citiamo i piccoli pelagici, come aguglie, ricciolette, piccole lecce amia e lecce stella, che compaiono alla fine dell'estate e sono catturabili per tutto l'autunno, spesso anche dalle spiagge. Costante la presenza di occhiate per buona parte dell'anno, mentre in alcune annate è decisamente buona la probabilità di allamare lampughe tra settembre e novembre con ondulanti argentati o popper. Nello spinning dalla spiaggia è frequente l'incontro con le aggressive e pericolose aragne (tracine).

 

LE STAGIONI
Considerato che nel periodo estivo la popolazione di Villasimius passa dalle 3.000 alle 40-60.000 anime, è decisamente inutile provare a lanciare tra metà giugno e metà settembre, se non si vuole correre il rischio di allamare prede di mole elevata ma scarsamente commestibili. Ottimo tutto il periodo primaverile, aprile e maggio in particolare, come quello dell'autunno inoltrato. Da ottobre a dicembre può essere produttivo pescare anche con mare calmo, i predatori sembrano più attivi e meno smaliziati in questo periodo dell'anno. Meno produttivi i mesi invernali, il raffreddamento delle acque allontana le specie pelagiche e stagionali e rimane nel sottocosta soltanto la lunatica e incostante spigola.


I LUOGHI
In quasi tutta la costa è possibile praticare produttivamente lo spinning, ma in questa sede, per motivi di spazio, indicherò soltanto gli spot più importanti e caratteristici, con la speranza che alcune buone zone che negli ultimi anni si erano dimostrate poco produttive a causa del depauperamento prodotto da varie categorie di pescatori, per effetto delle limitazioni di pesca possano recuperare la loro potenzialità originaria.

Il primo settore interessante, provenendo da Cagliari, è la scogliera ad ovest di "Porto Sa Ruxi". Praticabile per un buon tratto e caratterizzata da profondità limitata, che però aumenta spostandosi a ovest verso Capo Boi, questa zona è piuttosto pescosa con scadute di scirocco, levante e libeccio (mentre è protetta dal maestrale) ed è caratterizzata da una buona presenza di spigole; in autunno è possibile incontrare aguglie, ricciolette e piccole lecce, ma sulla parte più occidentale e profonda è abbastanza facile l'incontro con i barracuda. Si può raggiungere partendo direttamente dalle due splendide calette sabbiose prima dell'insediamento turistico.
Continuando verso est, superata una serie di piccole calette sabbiose e di basse scogliere non particolarmente redditizie, si arriva alla spiaggia di Campus la quale, pur non rientrando tra gli spot più produttivi, essendo caratterizzata da un fondale piuttosto alto può interessare chi ama lo spinning dalla spiaggia e che comunque può riservare la sorpresa di qualche bella spigola o di qualche pelagico di passaggio.
Poco più avanti è da provare assolutamente, per la buona concentrazione di spigole, la spiaggia di "Campu Longu" e la scogliera contigua. Considerato il basso fondale e la necessità di raggiungere buone distanze è consigliabile l'utilizzo di cucchiaini ondulanti argentati o popper di buon peso.
Prima di arrivare alle zone "top" per lo spinning, segnalo due punti piuttosto interessanti in prossimità del porto; la parte esterna del molo frangiflutti è consigliabile per la ricerca delle spigole invernali da insidiare alle prime luci dell'alba, mentre la punta sotto la "Fortezza Vecchia" è caratterizzata da un buon passaggio di occhiate, aguglie e ricciolette, da insidiare con attrezzature leggere nel periodo autunnale.

Veniamo quindi al settore più interessante di tutta l'area: la scogliera di Capo Carbonara. La zona ovest del promontorio è senz'altro una delle più produttive per lo spinning; tutta la scogliera è praticabile da Cala Caterina fino alla punta (ma per farla tutta ci vogliono gambe), e risulta particolarmente pescosa con mare di libeccio e maestrale. Per raggiungerla occorre percorrere la strada che dal paese va verso C. Carbonara, qualche centinaia di metri dopo il porto si gira a destra all'indicazione del ristorante "Ragno Blu", si percorre la strada bianca tenendosi sulla sinistra e dopo aver superato un recente complesso alberghiero si raggiunge un piccolo parcheggio sopra le ultime villette che si affacciano sulla scogliera. Da qui, un piccolo sentiero porta alle rocce, e si può cominciare a lanciare già all'inizio della scogliera. Tutto il settore è ottimo in particolare in primavera per la notevole presenza di barracuda, anche di grossa taglia, e per le spigole in corrispondenza dei fondali più bassi, mentre in autunno oltre ai soliti barracuda e spigole è possibile incontrare grosse occhiate e lampughe, ma con un po' di fortuna anche dentici e ricciole. La parte migliore della scogliera è quella centrale, dove il promontorio forma un'ansa piuttosto ampia, che nelle carte è indicata come Cala Burroni.

La parte orientale del promontorio, caratterizzata da fondali più bassi, non è altrettanto produttiva. In condizioni di mare dai quadranti sud-orientali raccomando invece la scogliera della "Cava Usai" (ex cava di granito ormai abbandonata da tempo), non molto estesa e percorribile fino alla spiaggia di Porto Giunco. Caratteristica di questa scogliera è il fondale roccioso di limitata ampiezza che segue l'andamento circolare del piccolo promontorio, dominato da una torre pisana, e sprofonda nel vasto fondale sabbioso. È senz'altro la zona più interessante per lo spinning con scaduta di levante o scirocco, durante le quali è possibile pescare molte specie predatorie, in particolare nei periodi primaverile e autunnale. Ottima la presenza dei barracuda nei periodi già indicati, variabile quella della spigola (ma con possibilità di catturare esemplari di taglia elevata), possibile l'incontro con lampughe e ricciole, con qualche gradita sorpresa per i più fortunati (dentice).
Le postazioni più produttive sono in corrispondenza dei tre pali in legno che servivano all'attracco delle barche per il trasporto del granito (il palo centrale è stato tagliato ma è ancora evidente la parte infissa nella roccia).
Terminata la scogliera, una piccola caletta introduce alla spiaggia più estesa e nota della zona, un'ampia striscia sabbiosa che prosegue per qualche chilometro verso NE, interrotta solamente dal piccolo promontorio roccioso del "Timi Ama". La prima parte a sud della vasta spiaggia, conosciuta come Porto Giunco, descrive una grande curva ed è la zona più consigliabile, tra quelle sabbiose, per insidiare la spigola. Poichè la spiaggia è a bassa energia, ha il vantaggio di "muoversi" anche con poco vento ed è particolarmente indicata per la pesca con lunghi waders, necessari per portare le esche ad una certa distanza, anche se spigole di grossa taglia sono state spesso catturate in pochi centimetri d'acqua a due passi dalla riva. A proposito di spigole, concludo segnalando lo spot forse più interessante per la "regina": si tratta della zona di Punta Is Proceddus, raggiungibile lasciando la macchina sulla statale che va a Costa Rei su uno spiazzo sterrato, pochi Km dopo la famosissima spiaggia di "Is Molentis", e percorrendo a piedi la discesa per il mare (circa 10-15 minuti). Questo spot comprende due calette di ciottoli molto frequentate da spigole medio-piccole, mentre quelle più grosse si incontrano nella scogliera sulla destra assieme a occhiate, aguglie, lecciotte e piccole ricciole.