BARRACUDA SPINNING CLUB - Le prede

LE PREDE DELLO SPINNING IN MARE


Qualche considerazione sulle prede dello spinning mediterraneo

Nel classificare i pinnuti secondo le loro abitudini alimentari, spesso commettiamo l'errore di distinguere troppo nettamente i predatori dai grufolatori e riteniamo, erroneamente, che la pesca con esche artificiali sia riservata esclusivamente alla prima categoria. In realtà anche i cosidetti grufolatori spesso mangiano altri animali vivi (vermi, molluschi, ecc...), con l'unica differenza che non attuano un agguato e l'inseguimento vero e proprio come può fare il classico predatore, trattandosi di "vittime" lente o immobili. Ma in caso di pesci palesemente in difficoltà come possono apparire le esche finte, anche un grufolatore può trasformarsi in predatore, sia pure raramente. La differenza tra le due categorie non è così netta come potrebbe apparire, in realtà diverse specie non tipicamente predatorie mostrano di gradire esche in movimento, talvolta anche artificiali; chi pesca a fondo le mormore sa bene quanto sia efficace la cosidetta "trainetta", e nei confronti di questa specie hanno spesso avuto successo piccole esche siliconiche trainate lentamente e con piccoli guizzi. Saraghi e muggini sono stati spesso ingannati da piccoli rotanti, minnow o jig.

Dallo scambio di informazioni con spinner di tutta Italia è emerso che sono state catturate a spinning dalla costa almeno una trentina di specie differenti, tra le quali, oltre alle specie predatorie tipiche dell'ambiente marino, anche altre specie assolutamente inconsuete come triglie, salpe e donzelle. D'altra parte non è più un mistero che si possano catturare orate a traina con esche vive, e recentemente ne sono state catturate alcune di mole elevata anche a spinning, con minnow e popper!

Qualcuno si chiederà: sono cambiate le abitudini dei pesci o è dovuto alla maggiore perizia dei pescatori? Probabilmente tutt'e due le cose, ma bisogna tener conto che fino a poco tempo fa lo scambio di informazioni su questa tecnica era quasi inesistente, le catture inconsuete sono sempre state fatte ma solo ora se ne parla più diffusamente. Saraghi a spinning si catturavano anche quarant'anni fa con i primi Rapala.


Se tutto questo rende il lancio con gli artificiali così affascinante e misterioso, bisogna anche ammettere che nella realtà le specie da insidiare in maniera specifica sono veramente poche; nelle coste sarde essenzialmente spigole e barracuda, ma in alcune zone e periodi particolari anche lampughe, lecce e pesci serra, escludendo da questo discorso i piccoli predatori (aguglie, occhiate, ricciolette) che normalmente non sono oggetto di pesca mirata a causa della loro mole ridotta. Ogni altra specie, per ora, può essere considerata una bella sorpresa, un regalo di questa tecnica ma l'evoluzione di questa tecnica, le migliorate conoscenze nell'uso degli artificiali e del comportamento dei pesci e soprattutto la tropicalizzazione del Mediterraneo porteranno sicuramente sviluppi inaspettati nello spinning marino.


Approssimativamente, possiamo distinguere le possibili prede dello spinning in tre categorie:

a) predatori classici, cioè quelle specie che si nutrono normalmente di pesci vivi e che hanno innato l'istinto dell'agguato e dell'inseguimento (spigola, leccia, ricciola, occhiata, barracuda, dentice, serra, ecc...); in maniera più o meno marcata, tutte queste specie sono sensibili al fascino degli artificiali, ad eccezione della ricciola adulta che attacca le esche finte molto raramente;

b) predatori atipici, cioè specie normalmente non predatorie ma che in alcune occasioni e con determinate esche finte mostrano atteggiamenti del predatore e aggrediscono gli artificiali (muggine, mormora, sarago, corvina);

c) prede occasionali, per le quali l'attacco ad un'esca finta è sempre un fatto casuale e difficilmente ripetibile (es. triglie, salpe), probabilmente dovuto più all'istinto di difesa del territorio che a stimoli alimentari.