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CALMA PIATTA

di Claudio Saba - settembre 2005

Le condizioni del mare, nelle nostre acque, sono il fattore più importante per la riuscita di una battuta a spinning. Ma davvero dobbiamo rinunciare quando le onde sono in sciopero? Nemmeno per sogno.

Mare mosso, onde, schiuma. Per molte tecniche di pesca da terra sono elementi indispensabili per avere buone probabilità di cattura e lo spinning non fa eccezione. Per questo motivo gli spinner marini sono sempre più attenti all'evoluzione delle condizioni meteorologiche, alle variazione del vento, ai mutamenti della pressione atmosferica e spesso l'attenta valutazione dei fattori ambientali e la corretta lettura dei bollettini meteo è assai più importante di scelte specifiche quali la scelta dell'attrezzatura o dell'esca. Nonostante viviamo in un isola fortunata da questo punto di vista, in quanto decisamente ventosa e con coste esposte ad ogni quadrante, trovare le condizioni propizie non è comunque semplice e spesso dobbiamo fare i conti col peggior nemico del pescatore dalla costa: la calma piatta. Il problema è ovviamente più sentito per chi non può dedicare troppo tempo alla pesca e magari ha solo qualche ora nel fine settimana libera da impegni. Per una legge ormai nota le mareggiate non si formano mai di sabato o domenica! Avete notato che quelle belle sciroccate foriere di prede cominciano il lunedì, hanno il loro culmine a metà settimana e il venerdì pomeriggio la scaduta è già terminata? E che in quell'unica domenica in cui le onde decidono di darci una mano siamo invitati al matrimonio di un lontano cugino?
Facezie a parte, sarà capitato a tutti, e nemmeno troppo raramente, di dover programmare una battuta col mare calmo e magari rinunciare sapendo di incorrere nell'ennesimo cappotto. Ma è proprio inutile andare a pesca in queste condizioni, la schiuma è sempre indispensabile o c'è comunque qualche chance anche quando il mare sembra invitarci più ad una passeggiata in barca che ad una pescata? Vediamo i singoli casi.

Ambienti naturali
Non c'è alcun dubbio che lanciando da spiagge o scogliere le probabilità di cattura, con mare calmo e trasparente, siano bassissime, ma per fortuna qualche rimedio c'è. Prima, però, cerchiamo di capire perché queste condizioni sono così sfavorevoli per la nostra tecnica. Punto primo: per motivi ormai noti e che non starò qui a ripetere, le onde creano un forte richiamo sotto costa per tutte le categorie di pesci fino ai predatori; in assenza di onde evidentemente questo richiamo viene meno e quindi la presenza di predatori è drasticamente ridotta. Punto secondo: le onde creano condizioni ideali per i predatori che possono cacciare la minutaglia celando facilmente i loro attacchi tra la schiuma e sono quindi più eccitati e disponibili a ghermire anche le esche finte; con mare piatto è invece più difficile trovare i predatori in frenesia alimentare. Punto terzo: la scarsa visibilità in mezzo alle onde rende meno evidente l'inganno rappresentato dal nostro artificiale che invece è manifesto con acque trasparenti. Riassumendo e semplificando, con onde e schiuma avremo a portata di artificiale predatori in buon numero e ben disposti all'attacco, con mare calmo saranno invece pochi e diffidenti. Differenze non da poco cui dobbiamo cercare di rimediare in qualche modo.
Sulla presenza dei predatori sotto costa non possiamo fare granché; se state pensando a qualche tipo di pasturazione per attirare ed eccitare le nostre prede, sappiate che i pochi tentativi in merito, raccontati peraltro con una certa vergogna dagli interessati, non hanno dato risultati confortanti e comunque non è certo un metodo che si concilia con la filosofia dello spinning, quindi lasciate perdere. Fondamentale è invece individuare quegli spot dove i predatori possono facilmente aggirarsi anche in condizioni di mare calmo, ad esempio le punte rocciose con forti correnti per i barracuda, gli sbocchi d'acqua dolce per spigole e lecce o altri luoghi dove per esperienza o per informazioni carpite ad altri pescatori sappiamo che vi sono buone probabilità di trovarli sotto costa. Anche supponendo di trovare una zona battuta dai nostri amici, ci troviamo però a questo punto di fronte al secondo problema, cioè la maggiore diffidenza dei predatori e la visibilità dei nostri artificiali. Un primo trucco (si fa' per dire, lo sanno tutti, ma forse giova ripeterlo) sta nel pescare in quei momenti del giorno in cui la visibilità sott'acqua è limitata, quindi alle primissime luci dell'alba e subito dopo il tramonto. Questi sono i momenti, purtroppo di breve durata, in cui ritroviamo alcuni elementi favorevoli tipici della risacca e in cui molti predatori entrano volentieri in caccia. Molto più difficile allamare qualcosa col sole sopra l'orizzonte, in ogni caso è bene seguire una regola generale valida per molte tecniche (vedi surf casting): la grandezza dell'esca è proporzionale all'altezza delle onde. Col mare calmo occorre quindi, nello spinning, privilegiare esche piccole e, naturalmente, terminali sottili, meglio se in fluorocarbon. Le ridotte dimensioni dell'artificiale sono giustificate anche dalla maggiore probabilità, in queste condizioni, di incontrare prede di taglia ridotta. Le esche da utilizzare sono quelle che possono incuriosire e stimolare all'attacco predatori quasi sempre poco attivi e svogliati; in alcuni casi riescono nell'intento i minnow snodati, altre volte esche di superficie come popper, Walkin' the dog o ranger. Talvolta sono necessari recuperi più veloci, in ogni caso è sempre opportuno personalizzare il recupero dell'esca con "stop&go", cambi di ritmo e variazioni di velocità.


In molti casi è opportuno cercare il più possibile di allungare i lanci; questo vale in particolare con barracuda e altri pelagici che, pur presenti vicino alla costa, in assenza di onde magari stazionano solo un po' più in là. Sostituiamo quindi i soliti minnow con qualche bel popper o jig pesante i quali, unitamente ad un multifibre sottile, ci consentono di guadagnare qualche decina di metri e maggiori probabilità dì allamate. Un caso a parte tra i predatori insidiabili negli ambienti naturali è rappresentato dalla lampuga; trascurando i piccoli pelagici come aguglie e ricciolette, è l'unica preda dello spinning che si prende tranquillamente anche con mare assolutamente piatto e in pieno giorno. Per buona parte dell'autunno, nelle annate favorevoli, anche con la più classica delle bonacce possiamo quindi dedicarci alla ricerca di questo splendido e coloratissimo predatore. Ultima considerazione: con acque calme assumono maggiore importanza altri elementi esterni come ad esempio le maree e la pressione atmosferica. Tenetene conto nel programmare la battuta.

Le acque portuali
Molte regole valide per gli ambienti naturali vengono completamente ribaltate tra i moli, all'interno dei quali le condizioni che attirano ed eccitano i predatori sono sempre presenti: la concentrazione di pesci foraggio, muggini in particolare. In alcune aree dei grandi porti abbiamo tra l'altro il non trascurabile vantaggio di una elevata torbidità dell'acqua, il che non contribuisce al romanticismo della nostra battuta, ma aiuta senz'altro i nostri ngannL. Le prede tipiche di queste aree sono principalmente le lecce e i pesci serra, presenti dalla primavera inoltrata a tutto l'autunno, e la spigola. Nei porti turistici, caratterizzati da acque più pulite, così come all'esterno dei moli e delle scogliere artificiali, possiamo trovare facilmente anche barracuda e altri pelagici. Certamente è un bel vantaggio per noi spinner poter contare su una possibilità alternativa come la pesca nei porti quando le onde non ci aiutano, soprattutto se teniamo conto che il periodo propizio per serra e lecce coincide cori quello che, per affollamento turistico e scarsità di mareggiate, è in assoluto il peggiore per lo spinning dalla costa.


La notte
Lo spinning notturno, piuttosto praticato nella penisola, si sta diffondendo nelle ultime stagioni anche in Sardegna grazie agli ottimi risultati ed alla possibilità di svincolarsi, almeno in parte, dai fattori ambientali. Lanciare di notte offre ottime opportunità con spigole, serra e barracuda che possiamo insidiare da spiagge, scogliere artificiali, porti e porticcioli. I primi tentativi di molti anni fa vedevano grossi cucchiaini ondulanti muniti di starlight e fruttavano grosse spigole portuali; si pensava allora che l'oscurità non consentisse ai pesci di vedere l'artificiale e che quindi le esche dovessero necessariamente essere arricchite con piccole aggiunte luminose. Le esperienze degli ultimi anni hanno dimostrato che anche al buio più completo i predatori sono capaci di "sentire" le vibrazioni e il movimento dell'artificiale, si tratta solo di operare un recupero più lento per facilitare l'attacco. Nel caso di ambienti parzialmente illuminati come alcune zone portuali, e in particolare con pesci veloci e dalla vista acuta come i serra, questo non è sempre necessario.
I lanci notturni non sono da lutti apprezzati, mancando alcuni degli elementi essènziali dello spinning. l'aspetto visivo e la possibilità di scarpinare; offrono però indubbiamente grandi possibilità allo spìnner, in parte ancora da esplorare, e costituiscono una validissima alternativa allo spinning diurno soprattutto nei mesi caldi.

Per finire
Abbiamo visto, in modo molto generale, le diverse opportunità per spinriingare anche col mare calmo. Supponiamo ora di non avere la possibilità di pescare all'alba o durante la notte e nemmeno di poter (o voler) pescare in porto. La prospettiva è quindi quella di andare in scogliera in condizioni che invitano ad una uscita in barca piuttosto che a tentare di ingannare i nostri ormai scaltrissimi predatori. Che facciamo? Restiamo a casa? La scelta è naturalmente soggettiva, il mio consiglio è comunque di non rinunciare mai all'uscita. Andare a lanciare in condizioni di calma e acque limpide può offrire comunque l'opportunità di testare le esche, può essere l'occasione per esplorare nuovi spot o per tentare da quelle belle scogliere impraticabili con le onde, di sperimentare nuove soluzioni. Ma significa anche sviluppare una maggior sensibilità e affinare la nostra tecnica, perché in queste condizioni dovremo porre maggior attenzione alfa scelta dell'esca, alle modalità di recupero, ai piccoli dettagli che spesso trascuriamo quando peschiamo in situazioni favorevoli. Dovremo impegnarci maggiormente per individuare i predatori, per nasconderci alla loro vista, per rendere catturanti i nostri inganni, magari rispolverando l'attrezzatura leggera. E anche se la battuta si concluderà con il solito cappotto, avremo passato comunque quaIche ora in compagnia del mare e questo dovrebbe essere già sufficiente per ogni pescatore.