I NOSTRI CONSIGLI PER LO SPINNING IN MARE
ATTREZZATURA
Esche artificiali
Molto schematicamente, possiamo suddividere le esche artificiali più utilizzate per lo spinning in mare in alcune grandi categorie: cucchiaini (rotanti o ondulanti), pesciolini finti (minnow, popper, walkin' the dog), jigs (siliconici, in dressing, metallici). Vi sono poi artificiali particolari che difficilmente possiamo ascrivere ad una categoria specifica, ma che sono piuttosto utilizzati. Solo per dovere di cronaca ricordiamo anche le piumette, che allo stato attuale sono davvero poco utilizzate e poco hanno a che fare con lo spinning moderno. Chi usa più il bonnand al giorno d'oggi?
I cucchiaini rotanti, normalmente utilizzati in acque dolci, vengono citati in alcuni testi di spinning per aver dato qualche interessante risultato con specie varie ma francamente non ci sentiamo di consigliarli se non in particolari occasioni (li abbiamo provati per un certo periodo con risultati deludenti).
Certamente efficaci con quasi tutti i predatori sono invece i cucchiaini ondulanti: in diversa misura, tutte le specie insidiabili a spinning possono attaccare gli ondulanti. Nelle misure piccole (3 - 5 cm), da lanciarsi con zavorra tipo bonnand, possono interessare occhiate, aguglie e ricciolette, mentre le misure maggiori (da 7 a 10 cm, con pesi che possono superare i 30 gr) possono essere lanciate direttamente senza pesi aggiuntivi per insidiare spigole ed altri predatori di taglia. Consigliabili in tutte quelle situazioni in cui occorrono lunghi lanci (ad esempio dalla spiaggia) o dove la scarsa profondità rende inutilizzabili i pesci finti.
I pesciolini finti sono senz'altro gli artificiali più utilizzati nello spinning in mare per la loro efficacia nei confronti di tutti i predatori. I minnow (spesso chiamati rapala, dal nome della casa costruttrice più famosa) hanno una paletta in plastica o metallica che conferisce loro il classico movimento ed un affondamento più o meno accentuato, mentre i popper sono privi di paletta e devono la loro azione al particolare taglio della testa che consente un movimento del tutto particolare in superficie.
I minnow possono essere monopezzo (di gran lunga più utilizzati) o snodati, dal nuoto più sinuoso (e quindi da recuperare più lentamente), molto catturanti per certe specie (spigola, lampuga). Esistono, inoltre, modelli galleggianti o affondanti. Tutti i minnow danno il meglio di sè nella schiuma mentre i popper sono in genere da preferire con mare calmo o poco mosso. I pesci finti vengono lanciati sfruttando il loro peso, senza perciò utilizzare zavorre di alcun tipo, nello spinning dalla costa perciò si utilizzano pesciolini di discrete dimensioni e peso.
I popper non sono certo una novità, ma fino a qualche anno fa erano davvero poco conosciuti e utilizzati, la loro diffusione è aumentata enormemente quando si scoprì la loro efficacia prima nei confronti delle grandi lecce, poi di altri predatori superficiali (lampughe, serra, barracuda) e non (spigola). Grande varietà di modelli e forme, da quelli tozzi e panciuti a quelli affusolati, come i cosidetti "pencil popper" (i popper-matita); come per i minnow, anche nei popper si adotta sempre più spesso la soluzione delle sferette metalliche interne che si spostano verso la coda durante il lancio per consentire lanci più lunghi.
Ancora poco utilizzati invece i "walking the dog" (abbreviati in WTD), pesciolini del tutto simili ai classici minnow ma senza la paletta che determina l'affondamento nel recupero; si tratta quindi di esche che nuotano zigzagando in superficie, da cui il termine che significa "portando a spasso il cane". Il loro utilizzo non è facilissimo, poichè necessitano spesso di un recupero attivo da parte del pescatore che deve aiutare il movimento dell'esca con opportuna azione della canna, ma in alcune condizioni sono risultati davvero micidiali nei confronti di predatori poco propensi all'attacco. Le loro potenzialità sono comunque ancora tutte da scoprire. Da precisare che più in generale il termine WTD non indica solamente i modelli specifici ma anche, in senso lato, il tipo di recupero (possibile utilizzando alcuni popper, ad esempio).
Ma la vera rivoluzione tra le esche di superficie è rappresentata dagli "skipping lures", cioè quegli artificiali che schizzano letteralmente sulla superficie simulando un pesce in fuga. I più noti e utilizzati, almeno da noi, sono gli ormai mitici Ranger, nati specificatamente per la pesca dei "blues" (pesci serra) e che si sono dimostrati micidiali non solo per i serra ma anche per tutti i predatori di superficie, in particolare le lampughe e le grosse lecce portuali.
I Jig sono esche composte da una testina piombata (o jig-head) ed un corpo in genere siliconico oppure composto da materiali derivati dalla pesca a mosca (pelo, piume, etc.). Ne esiste una enorme varietà di tipi e dimensioni, molto usati in questa tecnica sono i cosidetti "falcetti" o "grub" siliconici. Rispetto ad altri artificiali i jig richiedono un recupero "attivo" da parte del pescatore che deve provvedere a dar vita all'esca con il movimento del braccio e del polso e con frequenti variazioni di velocità. Sono, peraltro, tra le esche più duttili e versatili, infatti possono essere utilizzate sia in superficie che a fondo, consentono lanci lunghi grazie al buon peso in rapporto alle dimensioni ed hanno dimostrato la loro efficacia nei confronti di molti predatori marini. Altra nota positiva, hanno un costo decisamente inferiore rispetto a tutte le altre esche finte. Esistono poi i cosidetti "metal jig", realizzati interamente in metallo o comunque in materiale pesante.
LENZE PER LO SPINNING
NYLON O MULTIFIBRE?Negli ultimi anni il classico nylon, fedele compagno di tutti i pescatori, nello spinning in mare viene sempre più spesso abbandonato a favore dei superfili di ultima generazione, i cosidetti "multifibre" o "braided" o anche, con termine leggermente improprio, "trecciati".
Uno dei grandi vantaggi dei multifibre è la grande resistenza in rapporto al diametro, caratteristica che consente di utilizzare fili più sottili con tutti i benefici che questo comporta: lanci più lunghi, possibilità di imbobinare più lenza, possibilità di utilizzare mulinelli più piccoli e leggeri anche per affrontare grandi prede. Considerate, ad esempio, che un multifibra dello 0,15 ha un carico di rottura di circa 20 libbre (10 kg), equivale quindi ad un ottimo monofilo di nylon dello 0,30-0,35 e può essere utilizzato tranquillamente nello spinning medio. Con diametri maggiori, nell'ordine dello 0,25-0,30, arriviamo a carichi di 40-50 libbre (20-25 kg) sufficienti per combattere anche le grosse lecce portuali o per lo spinning in acque tropicali (per i più fortunati!). Ma la grande resistenza alla trazione non è l'unica caratteristica positiva di questi fili, vediamo quindi tutti i pro ma anche i contro rispetto al nylon:Vantaggi
- Maggiore resistenza a parità di diametro.
- Assenza di memoria meccanica.
- Maggiore manovrabilità dell'artificiale sulla distanza.
- Maggiore sensibilità e prontezza sulla ferrata.
- Ottima durata e mantenimento delle caratteristiche nel tempo grazie.Svantaggi
- Visibilità maggiore, il che rende spesso necessario un terminale in nylon o fluorocarbon.
- Costo elevato.
- Facilità di imparruccamento, soprattutto nei primi tempi o lanciando esche molto leggere o contro vento.
- Deve essere impiegato con mulinelli con sistema di imbobinamento evoluto (possibilmente a spire incrociate).
- scarsa resistenza al taglio su rocce o spigoli, in particolare quando il filo è in tensione.