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INTERVENTI SUI MINNOW

di Claudio Saba

I minnow o rapala, come spesso impropriamente chiamati dal nome della casa costruttrice più famosa, sono senza dubbio tra le esche artificiali più utilizzate nello spinning in mare, in virtù della loro grande efficacia nei confronti di quasi tutti i predatori ma anche della loro relativa semplicità di utilizzo. A fronte di questi pregi, hanno lo svantaggio di essere esche parecchio costose e anche piuttosto delicate, spesso bastano infatti i morsi o le violente testate dei predatori e talvolta anche solamente l'urto con le rocce per compromettere il delicato equilibrio e il nuoto del pesciolino. In alcuni casi è sufficiente la cattura di un barracuda, dotato di mascelle micidiali e che nel combattimento si produce in violente testate per liberarsi delle ancorette, per rendere scarsamente efficace il nostro minnow, soprattutto se si tratta di un modello in balsa. In tutti questi casi è opportuno intervenire manualmente per correggere l'assetto in acqua dell'esca e ripristinare la sua originale efficacia. In qualche caso piccole correzioni si rendono necessarie comunque dopo un certo periodo di utilizzo, anche senza episodi "traumatici", così come può capitare con minnow nuovi, anche per prodotti le cui ditte costruttrici garantiscono il collaudo in vasca di ogni singolo esemplare.
Per registrare il nuoto di un minnow si deve intervenire in modo differente a seconda del tipo di paletta di cui è dotato. Nei modelli con paletta in plastica occorre intervenire direttamente sul punto di attacco della lenza o del moschettone, cioè sull'anellino di testa, che deve essere piegato leggermente con una pinza nella direzione opposta a quella cui tende a ruotare il pesciolino. Nei modelli con paletta in metallo l'intervento non può essere fatto sull'anellino che in genere non è fissato al corpo dell'esca ma saldato sulla stessa paletta; in questo caso occorre intervenire sull'intera bavetta metallica piegandola o ruotandola con cautela e con lo stesso criterio già spiegato per i modelli precedenti. In tutti i casi si tratta di operare con correzioni lievissime, impercettibili, e ovviamente l'intervento deve essere fatto direttamente sul luogo di pesca per poter provare subito l'effetto e poter apportare le correzioni fino al raggiungimento dell'assetto desiderato; se possibile, scegliete per queste prove una bella giornata di sole con mare piatto e trasparente, e lanciate da un'altezza discreta e con sole alle spalle in modo da poter vedere bene il nuoto dell'esca.
Interventi sull'anellino o sulla paletta possono essere fatti anche a prescindere da difetti dell'artificiale, ad esempio per modificarne l'ampiezza ed il ritmo del nuoto, personalizzando così il movimento secondo le nostre preferenze; se vogliamo un nuoto più ampio e sinuoso dobbiamo piegare l'anellino di testa o la bavetta metallica verso l'alto, mentre una maggiore inclinazione verso il basso determina un nuoto più frenetico e stretto. Non consiglio in alcun caso di intervenire direttamente sulla delicata paletta in plastica, operazione possibile ma rischiosa.



Minnow "truccati"
Capita a tutti di avere nella cassetta delle esche finte minnow dotati di ottima efficacia ma che utilizziamo pochissimo perchè il loro peso non consente di ottenere lanci sufficienti. In questo caso è possibile "truccare" l'atificiale con l'aggiunta di pallini di piombo spaccati alle base delle ancorette oppure incollando sottili strisce di piombo alla pancia del minnow. L'intervento deve essere ridotto al minimo per evitare di compromettere l'equilibrio dell'esca, ma in genere sono sufficienti pochi grammi in più per dare al nostro minnow lo sprint necessario a raggiungere discrete distanze.


Trasformare un minnow inutilizzabile
L'idea proviene dagli amici spinner sassaresi ed è semplice quanto geniale. In genere quando si rompe la paletta in plastica, normalmente per urti sulle roccie, il minnow viene ritenuto inutilizzabile e tutt'al più si conserva come ricordo, e invece basta eliminare del tutto la paletta per ritrovarsi con un "walking the dog". Per chi non lo sapesse, questo è un tipo di pesciolino finto privo di paletta, quindi non affonda durante il recupero e nemmeno produce spruzzi come il popper perchè privo del caratteristico taglio nella testa, ma si muove in superficie a zig zag come un cane da un albero all'altro (da qui il termine che significa "portarea spasso il cane"). Non abbiate paura se il vostro minnow "riconvertito" non è progettato specificatamente per essere usato come "walking the dog", perchè in realtà questo termine non indica solamente i modelli specifici ma anche, in senso lato, il tipo di recupero (possibile utilizzando i popper, ad esempio); in questo caso il caratteristico movimento sarà ottenuto accompagnando l'azione della manovella con opportuni movimenti del cimino,e sarà la bravura dello spinner a rendere efficace e stimolante il nuoto dell'esca.



Maquillage degli artificiali

Ridare smalto e colore o personalizzare le nostre esche sono tra le operazioni più piacevoli e rilassanti, tra quelle che genericamente indichiamo come interventi di manutenzione dell'attrezzatura da pesca, e certamente sono quelle che infondono più entusiasmo e fiducia al pescatore. Chissà quanti artificiali giacciono in fondo alle vostre cassette, inutilizzati perché il colore non piace più o non è più lo stesso dopo l'urto con le rocce o i morsi dei predatori. Eppure bastano spesso pochi ritocchi per rendere un pesciolino come nuovo oppure per modificare e impreziosire un'esca scialba e che non ci è mai piaciuta. Intendiamoci, queste operazioni spesso hanno un effetto benefico più sul pescatore che non sul pesce, d'altra parte è verissimo che per ottenere buoni risultati da un'esca occorre che questa abbia la piena fiducia di chi la utilizza. La modifica e le personalizzazioni estetiche di un artificiale possono essere infinite e dipendono solo dalla fantasia e capacità del pescatore, non è indispensabile comunque essere dei maestri del fai da te, talvolta bastano piccoli ritocchi per rendere un'esca più accattivante. E per i più negati, come il sottoscritto, o per chi comunque non vuole armeggiare con colori, aerografo o pennelli, esiste materiale apposito e di facile utilizzo. Nella foto potete vedere i risultati del restauro di un minnow utilizzando materiale olografico autoadesivo e occhi tridimensionali della Iarfish (www.iarfish.com). Il Rapala era precocemente invecchiato dopo diverse catture, oltre a nuotare male a causa dello spostamento e addirittura del piegamento della paletta metallica, presentava i segni dei morsi dei barracuda e la vernice scrostata in più punti.