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E' NATO LO "SPINNING CLUB SICILIA"
Nell'aprile del corrente anno e' stato costituito lo "Spinning Club Sicilia" affiliato alla F.I.P.S.A.S , per opera di Kalos Lo Manto e Francesco Li Bianchi; la sede è a Palermo e i soci sono 20. Il club ha gia' organizzato una manifestazione in aprile, "1° TROFEO SPINNING DIGA ROSAMARINA" di cui si ha avuto resoconto nel numero di giugno di Pesca In Mare.
E' in preparazione una seconda gara denominata "1° TROFEO SPINNING MARE S.C.S", vista la preferenza dei soci per lo spinning in acque salse. La gara avra' luogo il 18/11/2001 nelle vicinanze di Palermo.Ai colleghi siciliani i nostri complimenti ed i migliori auguri per la loro attività.
NUOVO SITO DEDICATO ALLO SPINNING IN MARE: www.seaspin.com
Non siamo più soli nel web! Un altro sito specializzato nello spinning in mare è stato realizzato da Alessandro Idini, appassionato spinner di Olbia, già firma di "Mosca & Spinning", che si avvale della collaborazione di collaboratori del calibro di Nicola Zingarelli (Pescare Mare) e Max Scarpa, lanciatore sassarese già collaboratore di "Caccia e Pesca in Sardegna". Il sito, ottimamente realizzato, è all'indirizzo http://www.seaspin.com e contiene, oltre a interessanti articoli su tecniche, itinerari e racconti di pesca, un forum di discussione specifico sullo spinning marino, colmando una lacuna del panorama web nazionale.
Invitiamo tutti gli spinner a visitare il sito ed a partecipare al forum, lo scambio di informazioni è fondamentale per la crescita della nostra disciplina!
POPPER & LAMPUGHE
Nei confronti della "poppermania" siamo partiti in ritardo rispetto ad altre zone d'Italia, non per diffidenza verso le novità (che pure caratterizza noi isolani) ma semplicemente perchè fino a pochi anni fa era praticamente impossibile reperire nei negozi del cagliaritano questo tipo di artificiali. Era già difficile trovare minnow e cucchiaini adatti allo spinning, ma quando chiedevamo "ha per caso dei popper?" il negoziante ci guardava come se gli avessimo chiesto il "sarchiapone" di W. Chiari (per non parlare di una volta che una commessa prosperosa ci fulminò pensando che la stessimo sfottendo). Avevamo persino contattato telefonicamente il distributore della "Yamashita", ditta costruttrice dei popper più in voga, che ci aveva confermato di non aver ancora trovato un rappresentante per la Sardegna. Sconosciuto e introvabile, il popper era rimasto un'oggetto misterioso fino a poco tempo fa, quando improvvisamente in qualche rivenditore isolano si è risvegliata l'attenzione per le attrezzature ed esche per lo spinning in mare. Dallo scorso anno, incuriositi e stimolati dai racconti che provenivano da altre parti dello stivale e della stessa Sardegna (catture di lecce incredibili, da 10 e più Kg!, ad opera dei popper) abbiamo cominciato ad utilizzare questi "minnow storpi" con una certa frequenza.
Il nostro obiettivo non era solamente la grossa leccia (mai presa con artificiali classici, solo piccole lecciotte da mezzo Kg, subito liberate) ma anche valutare se questa esca poteva scatenare l'attacco dei soliti predatori (spigole, barracuda, ricciole), ampliando così la sfera delle esche utilizzabili.
Inizialmente ci piacque subito la possibilità di lanciare molto più lungo rispetto ai tradizionali pesciolini e di evitare incagli in zone con bassa profondità o rocce affioranti; certo bisogna abituarsi al nuoto di questo artificiale, così differente rispetto ai classici rapala e co. ; i risultati dell'annata scorsa e di questa primavera sono stati però deludenti (in linea con l'andamento generale della stagione piscatoria), solo un barracuda agganciato con un popper Yo-Zuri (Hydro Tiger) e perso per slamatura nelle primissime fasi di recupero. Notammo però in diverse occasioni che le lampughe seguivano con un certo interesse i popper ma senza attaccarli decisamente. Allora pensammo, erroneamente, che questi artificiali fossero troppo voluminosi per scatenare l'attacco delle lampughe e che la loro curiosità fosse invece determinata dal movimento chiassoso dei popper; con questa convinzione passavamo al lancio di altre esche, come cucchiaini e piccoli snodati, che nel passato avevano dato buoni risultati con questi pelagici. Le lampughe sparivano di colpo, per poi ricomparire nuovamente al lancio dei popper. Molti inseguimenti ma nessun attacco.
Questo autunno, finalmente, le lampughe sono capitolate, grazie alla caparbietà ed al c.... del presidente (che tra l'altro pochi giorni prima aveva efettuato un "piccolo slam", spigola + barracuda), cui lasciamo senz'altro la parola:"Martedì mattina 9 ottobre, giornata caldissima come il resto della settimana, 30°C all'ombra, mare calmissimo e brezza leggera; già penso di aver preso un giorno di ferie nel momento sbagliato, ma ormai sono in macchina con canna, stivali e gilet da pesca (rimpiangendo di non essere in costume da bagno e sandali). Considerate le condizioni assolutamente sfavorevoli per lo spinning, decido di approfittarne per esplorare una nuova scogliera anzichè le solite zone di pesca che ormai conosco a memoria. Se proprio non devo beccare niente almeno sfrutto la giornata in altro modo. L'acqua è limpidissima, provo con un minnow classico per una oretta scarsa percorrendo qualche centinaio di metri sulla scogliera sotto un sole estivo.
Quando la stanchezza e il sudore mi obbligano a fermarmi, cambio artificiale e monto un popper "Pop Queen" della Yamashita (26 gr!). Dopo pochi lanci noto una sagoma scura che insegue l'esca, è una lampuga di discreta taglia che mi terrà compagnia per alcuni minuti per poi scomparire. Cambio 6 o 7 artificiali (inutilmente), da un piccolo Toby a grossi minnow, quindi decido di ripercorrere la scogliera verso il punto di partenza provando nuovamente il "Pop Queen". Dopo pochi minuti vedo un movimento nell'acqua dietro l'artificiale, l'abboccata è morbida ma la prima fuga verso il largo è velocissima, stringo leggermente la frizione e la lampuga si esibisce in due salti spettacolari dirigendosi verso le rocce. Lenza in bando e recupero velocissimo per rimettere il filo in tensione; il pesce prova ancora a guadangare la libertà con brevi fughe laterali e improvvise, ma in bobina ho uno 0,35 e dopo qualche minuto decido di mettere fine al combattimento per paura che si slami. Una volta salpata e portata sugli scogli, la lampuga (che al peso risulterà di 1,7 Kg) è ancora troppo vivace e non mi consente di slamare l'artificiale, taglio quindi il filo e monto un secondo popper, un Hydro Tiger della Yo-zuri. Dopo pochi lanci, mentre seguo il nuoto del popper ormai giunto sotto i miei piedi, vedo due ombre velocissime provenire da due parti opposte; vederle e sentire il colpo sulla canna è tutt'uno, una delle due è rimasta ferrata, la frizione canta per qualche secondo, poi la canna si raddrizza e lo Yo-zuri vola dietro di me per il contraccolpo. Provo ancora qualche lancio, poi arriva una barca di trainisti, decido di concludere la battuta di pesca."
NOVITA' DEL SITO
Da settembre è presente una nuova sezione dedicata al mese in corso, con indicazioni generali sulle possibilità di spinning.
Aggiornata anche la pagina dei links e la sezione "domande e risposte".