Barracuda Spinning Club - Articoli

ARTICOLI E RACCONTI



LA RIVOLUZIONE ARTIFICIALE

di Michele Marroccu - febbraio 2008

La storia delle esche finte in legno inizia in America alla fine dell'800. Ripercorriamo le principali tappe di questa affascinante storia fino ai nostri giorni, cominciando da una piccola e sgraziata ranetta ….

La più nota e antica leggenda riguardante gli artificiali da pesca in legno è quella di James Heddon che nel 1898, seduto sulle sponde di un laghetto nei pressi della cittadina di Dowagiac (nel Michigan), mentre attende un amico per una battuta di pesca scolpisce una rana con un pezzo di legno e dopo aver applicato due ganci metallici nella coda la lancia in acqua e cattura un bass. Nasce così nel 1902, dopo qualche anno di produzione artigianale destinata agli amici, una delle più grandi aziende produttrici di esche finte, che inizialmente produce 6000 pezzi al giorno per poi accelerare i tempi e moltiplicare la produzione. Arrivano sul mercato i primi, mitici e introvabili, "Dowagiac Casting Bait" che rimarranno in commercio per circa dieci anni; il potere attirante di questa esca è dovuto al collarino metallico con una certa inclinazione posto in prossimità della testa dell'artificiale stesso (sistema che ottenne regolare brevetto). Poco dopo inizia la produzione del "Dowagiac Killer" con l'elica metallica e pesetti esterni per favorire il lancio, ancora esteticamente poco curato, presentandosi completamente bianco e privo di occhi. Si comincia a curare l'aspetto esteriore con il successivo "Dowagiac Wooden Minnow" dotato di elica metallica, occhi tridimensionali in vetro, vernice volutamente screpolata e branchie dipinte a mano. Inizialmente, James Heddon e i suoi due figli William e Charles realizzano le esche artificiali a casa loro, utilizzando il forno per velocizzare il processo di essiccazione delle vernici, successivamente si trasferiscono in Florida, dove aprono una fabbrica per la produzione industriale e grazie all'abbondanza di laghi nella regione possono sperimentare meglio le esche. Nello stesso periodo altri produttori americani producono e commercializzano artificiali da pesca, come Creek Chub Bait, Pflueger/Enterprise Mfg, William Shakespeare, South Bend Bait, solo per citare le più famose.

 

La più antica è in realtà la American Fish Hook Company, nata nel 1864 per la produzione di ami ed esche metalliche e poi ripresa dai fratelli Pflueger col nome di Enterprise Manufacturing Company. Dal 1900 il catalogo si arricchisce di numerosi modelli di esche fino al culmine delle sperimentazioni nel 1930; tra i modelli più noti citiamo il Flying Helgrammite, molto simile ai cucchiaini rotanti usati oggi in acque interne, costituito da un corpo sottile in legno tornito affusolato e sottile, con due ali rotanti in lamiera piegata lunghe quasi quanto l'artificiale, occhi in rilievo rosso-nero e un'ancoretta in coda dressata rossa. Numerosi anche i modelli di pesciolini, come il famoso Phantom Minnow e il Crystal Minnow, verniciato con un particolare pigmento riflettente. La South Bend Bait Company, fondata da F.G. Worder nell'Indiana, comincia la sua attività nel 1894 con la produzione e vendita dell'esca Bucktail, realizzata in cedro rosso trattato chimicamente per prevenire il naturale rigonfiamento del legno. Il corpo in legno è molto simile per la forma alle bombarde usate per certe tecniche di pesca ed è arricchito da una coda di cervo (da cui il nome); presenta un'armatura passante, un'elica in prossimità della testa e occhi in vetro colore bianco-nero. Per la prima volta si utilizza manodopera femminile nella catena di montaggio. Altra casa ben nota a tutti i pescasportivi è la Shakespeare, fondata nel 1896 da William Shakespeare Jr., il cui primo catalogo esce nel 1902 con soli quattro prodotti, tra i quali il Frog, ottenuto con una colata di gomma, e il Revolution, esca piuttosto particolare con il corpo in legno (inizialmente rifinito in alluminio) costituito da due elementi separati da un elica, uno a forma di proiettile e l'altro ellissoidale. Il primo elemento ha inoltre una fascia metallica che permette di inserire due ancorette laterali, oltre a quella di coda. La produzione di esche della Shakespeare cominciò a diminuire intorno al 1950 fino alla progressiva conclusione a metà degli anni '70. La Creek Chub Bait Co., che prende nome dal cavedano utilizzato spesso come esca, viene fondata nel 1916 da Gorge Schulthess , Carl Heinzerling e Henry Dills, e introduce subito alcune innovazioni nella tecnica di costruzione delle esche. Un primo importante brevetto viene ottenuto per uno spray da utilizzare con la tecnica della compensazione al fine di ottimizzare i tempi di produzione; un secondo brevetto riguarda l'aggiunta di una placca metallica da inserire sotto il labbro dell'artificiale per fargli ottenere un certo movimento in acqua. La prima esca dotata di paletta direzionale metallica è probabilmente il Wiggler, ideato da Henry Dills e molto simile agli attuali minnow, che presenta due anelli di attacco della lenza, uno sulla paletta e l'altro sulla testa. Alcune colorazioni presentano una particolare verniciatura a reticolato fitto ottenuta attraverso una retina finissima, tecnica ben nota agli autocostruttori di oggi (altro brevetto delle Creek Chub poi venduto alla Heddon). Come altre aziende anche questa si è progressivamente evoluta dopo un inizio alquanto artigianale, molte attività inizialmente si svolgevano infatti in un seminterrato o in altri locali improvvisati, per poi trasferirsi in sedi più idonee con l'aumento della produzione. La Creek Chub cresce in fretta, arrivando ad assumere fino a 150 dipendenti, quasi tutti operai locali, e anche in questo caso le fasi della produzione dedicate alle finiture minuziose vengono affidate alle donne. Per la prima volta la distribuzione di esche finte si estende in altri paesi, grazie all'utilizzo di numerosi commessi viaggiatori utilizzati all'estero. L'attività resiste alla Depressione e alla guerra, l'inventiva dei manager e le continue innovazioni portano alla realizzazione di sempre nuovi modelli e nel 1920 il catalogo della casa conta ben cinquanta pagine. A questi anni risale la linea di esche di qualità che però risultano troppo costose per molti pescatori; per superare questo ostacolo viene introdotta una doppia linea di produzione in modo da garantire anche la commercializzazione di esche economiche (lanciate sul mercato con nomi di noti marchi dell'epoca, un po' come avviene ancora oggi in vari settori). Durante la seconda Guerra Mondiale la Creek Chub non riesce a soddisfare la domanda a causa delle difficoltà di produzione dovute ai ritardi delle forniture dei prodotti: gli occhi in vetro vengono infatti dalla Germania e le ancorette dalla Norvegia e Inghilterra. Nel 1950 esce sul mercato un altro artificiale innovativo, il Deep Diver, caratterizzato da una paletta metallica maggiorata che permette all'artificiale di raggiungere profondità maggiori e di conseguenza ampliare la ricerca dei predatori. Nello stesso anno la casa introduce nuove colorazioni fluorescenti denominate Rainbow e Fireplug; al catalogo viene inoltre aggiunta la linea di esche da mare e le esche in cedro iniziano a venire sostituite con quelle in plastica, altra grande innovazione destinata a rivoluzionare il mercato degli artificiali. La Creek Chub esiste e produce ancora oggi, nel corso della sua lunga storia ha introdotto oltre 145 modelli di esche finte e circa 75 combinazioni di colori. Quelle sopra citate sono le più note società americane legate alla storia delle esche finte, ma se ne potrebbero menzionare tante altre come "Paw Paw", "Jamison", "Fred Arbogast", "Moonlight Fishing Club", quest'ultima specializzata in esche notturne visto che i soci fondatori avevano poco tempo durante il giorno e andavano quindi a pescare di notte. Tutto questo accadeva in America ben prima che cominciasse l'attività colui che molti erroneamente considerano il padre delle esche finte in legno, Lauri Rapala, senza il quale comunque la pesca con le esche finte non sarebbe stata la stessa. La storia di Lauri Rapala inizia in Finlandia nel 1930 nel bel mezzo della Grande Depressione Economica. Nella speranza di migliorare il suo reddito, Lauri inizia a giocherellare con l'idea fissa di un'esca artificiale; sa già che la possibilità di catture aumentano con la simulazione di un pesce ferito e dopo molte prove ed errori la ricerca dà i suoi frutti. Il primo "Original floating" risale al 1936, è costruito in corteccia, ricoperto con carta stagnola recuperata da caramelle e formaggi, e infine sigillato con negativi fotografici ammorbiditi nell'aceto; ha il dorso nero, fianchi dorati e ventre bianco. Con il rapido aumento di catture di lucci e trote grazie all'utilizzo di quell'artificiale, Lauri Rapala acquista fiducia e perfeziona la tecnica costruttiva sostituendo alla corteccia il legno di pino. Nel 1939 scoppia la guerra e Lauri lascia la famiglia per difendere la patria; durante la guerra la fama di Rapala comincia a diffondersi, mentre lui utilizza i suoi richiami per catturare pesci per se stesso e per gli amici. In un periodo in cui si utilizza la dinamite per procurarsi il pesce, Lauri dimostra che il suo metodo è più redditizio e nel giro di poche ore di pesca riesce ad ottenere risultati migliori dei suoi amici che "pescano" con gli esplosivi. La leggenda parla di 600 kg di pesci catturati in un solo giorno! Finita la guerra torna nel suo villaggio e incuriosisce i turisti con i suoi pesciolini, restando però stupito e deluso dal fatto che nessuno si interessa all'acquisto. Presto insegna ai figli il mestiere con ottimi risultati, mentre comincia ad ottenere riconoscimenti a vari concorsi di artigianato. In un primo momento le sperimentazioni non sono ben viste nel suo villaggio, ma Lauri ignora le critiche e va avanti con il suo lavoro convinto di riuscire a portare avanti il suo sogno. Comincia così la prima produzione in serie che migliora sensibilmente quando Lauri apre una fabbrica a Vaasky, piccolo paesino a 150 km da Helsinky. Le macchine consentono di migliorare la qualità e quantità delle esche; il primo macchinario è ricavato da una filatrice alla quale è attaccata una striscia di carta vetrata. In tutta la produzione Rapala il motivo ricorrente è senza dubbio la precisione; ogni pesciolino resta fedele ad un modello predefinito e questo risultato viene garantito attraverso misurazioni rigorose, la mancanza delle quali influenzerebbe negativamente l'oscillazione delle esche. Per assicurare il risultato ottimale Lauri insiste nell'utilizzo di una vasca di acqua per testare ogni esca; ottenuto il risultato voluto ogni confezione viene timbrata e ammessa alla vendita. Per un certo periodo le esche vengono denominate "wobblers" e vendute in scatole fatte a mano. I lunghi momenti passati da Rapala in acqua gli hanno consentito di pensare molto, permettendogli di osservare la natura e in particolare il comportamento dei pesci. In particolare Lauri rimase colpito dal nuoto di un pesce ferito e dal suo andamento incerto e barcollante, particolarmente efficace nell'attirare i predatori. Non si è limitato all'osservazione del nuoto ma ha pensato alla struttura del pesce e al motivo che lo ha portato a quel particolare movimento; inoltre ha capito di cosa si nutrono i pesci, ha imparato come cambiano le loro abitudini in base alle condizioni meteorologiche. Tutte queste osservazioni hanno contribuito alla nascita di nuovi modelli, molti dei quali sopravissuti fino ai giorni nostri. La Rapala è una delle poche case che col tempo non abbandona la costruzione seriale di esche in legno, cui affianca quelle più recenti in plastica, ma in tutti i modelli si può sempre riscontrare la precisione che ha contraddistinto quelli del passato. L' Original Floating è un'esca venduta ancora oggi e presenta ancora la stessa linea e le stesse tecniche costruttive; col tempo la gamma di colori e modelli si è estesa notevolmente e la fase di verniciatura si è ulteriormente perfezionata, ma è sempre lei, l'esca finta che in qualche modo ha rivoluzionato la pesca con gli artificiali.


N.B. Le immagini, ad eccezione del Rapala Countdown, sono tratte da: www.oldfishinglure.com e www.mrlurebox.com