ARTICOLI E RACCONTI
Sabrina e le sue sorelle
di Massimo Della Salda
24 luglio 2004
"Sté, guarda che il fratello di una mia amica è missionario in Kenia, magari può fare qualcosa per te."
La giornata stava procedendo come al solito, Stefano aveva appena incassato l'ennesimo attacco a vuoto della leccia, o serra, di turno, il seimilaquattrocentoventiduesimo nell'ultimo mese, e mi guardava con l'aria ormai rassegnata.
Uno sguardo vagamente incredulo, decisamente bramoso di un po' di ombra e di una bella bibita fresca.
"Tu niente?"
"Io? Di questi tempi sarei disposto a pagare per avere un attacco a vuoto!"
Alessandro intanto, colto dal demone del tecnicismo sfrenato, stava perfezionando il walking the dog con qualsiasi artificiale gli capitava a tiro e proprio allora stava facendo "sculettare" un fantastico nuovo jig che si fa costruire da un suo amico toscano, un mostro della fusione, il Donatello dei jig; come cavolo farà a farli lo sa solo lui!!!
"Birretta?"
Se c'è una cosa buona al mondo, è spararsi una birra fredda, quando si è praticamente disidratati a causa del maledetto, martellante, sole estivo.
Noi eravamo di più: bocca stile carta vetrata, manco ci avessimo dentro una manciata di sabbia.
Vi lascio immaginare l'adesione collettiva alla proposta di Alessandro.
"Due 0.20 e una 0.40. Per chi è questa?"
La cameriera, simpatica e biondina, ma un po' eccessiva nelle parti sbagliate, ci guarda tenendo in mano il bicchiere più grosso, poi, denunciando un notevole talento professionale, lo allunga ad El Magnifico prima che noi avessimo il tempo di rispondere.
Urge una spiegazione: non so se ricordate un vecchio film degli anni sessanta, una commedia brillante americana in cui l'attore principale, il bellone Hollywoodiano di turno, Rock Hudson, protagonista tra l'altro di un esilarante film sulla pesca sportiva, veniva chiamato "El Magnifico" (da pronunciarsi "g" e poi "n" e non "gn") per una certa qual travolgente abilità sotto le lenzuola insomma ci siamo capiti! Ora, il nostro Stefano per fortuna non é molto somigliante a Rock Hudson ma, per gli stessi motivi, non abbiamo potuto fare a meno di chiamarlo anche noi "El Magnifico"!!!
"Beh? Adesso dove si va?"commenta Alessandro.
"Lotzorai?"
Ad uso del lettore continentale più attento, vorrei spiegare che "Lotzorai" non è propriamente il "ridente" paesino sardo che da centinaia di anni ha la sorte di tenersi il suo nome, e che, come tutti i paesini sardi che si rispettano, è "internazionalmente" noto per coltelli, dolci, torrone, cestini, salsiccia e cantine private con vino più o meno acidulato; bensì trattasi di un nuova scoperta dell'ineffabile "Su Siccu Lodge" (porto di Cagliari), che per ora vorremmo goderci in solitudine, prima che venga invaso dall'orda dei pescatori estivi.
La birra è ormai finita e "Lotzorai" ci aspetta, anche perché dobbiamo vendicarci degli attacchi a vuoto del giorno prima: rispettivamente il seimilaquattrocentodiciannovesimo, seimilaquattrocentoventesimo, seimilaquattrocentoventunesimo di Stefano, e il quattromiladuecentodiciassettesimo, il quattromiladuecentodiciottesimo e il quattromiladuecentodiciannovesimo di Alessandro .io intanto, all'apice di uno di quei periodi sfigati che ogni tanto capitano, continuavo a guardare la luna!
Ah, no, dimenticavo! Un cormorano l'ho preso! Incavolato, con gli occhi verde smeraldo!!!
Uno ma l'ho preso. Impigliato con le ali nel tracciato, il caro volatile, al colmo della gratitudine, mi ha anche mollato una beccata mica da ridere mentre lo rilasciavo.
E poi a "Lotzorai" ci aspetta Sabrina!
Chi è Sabrina???!!!
Una leccia!
O meglio, una leccia che Stefano ha giustamente deciso essere strabica, perché responsabile di una buona parte degli attacchi a vuoto della sua estate portuale, e conseguentemente ribattezzata "Sabrina".
Perché Sabrina???!!!
Lo strabismo gli ha fatto ricordare, agitati sogni adolescenziali, Sabrina Salerno!!!
Se ben ricordo, come ben ricordo, la "nostra" prima di sfiorarti con lo sguardo, ti abbatteva con un paio di "roberti" da paura che, poiché ricordo, avevano a suo tempo entusiasmato anche il solitamente compassato pubblico britannico.
Quindi, il perché il buon Stefano abbia resuscitato la pagliuzza, evitando accuratamente la trave, lo archivio come uno dei misteri di questa calda estate; ma El Magnifico é una fede e non si discute!!!!
Comunque, per farla breve, maestrale in aumento e ormai sostenuto; dopo una mezz'oretta, ad una cinquantina di metri, giusto di fronte ad Alessandro, un attacco di una leccia ad un muggine disperato che salta per aria come una pallina di gomma, la schiena della leccia fuori dall'acqua, bellissima, e un salto ancora, e un altro vortice, e ancora un salto a tornare indietro, e ancora la leccia sotto, e ancora schiuma.
Io convinto che l'abbia ferrata Alessandro, lui ancora nei vapori della birra, pensa che ce l'abbia io, prima di rendersi conto che "all'animachelanciocheavreifattoperesserearrivatofinoalà"!!!!
Stefano fa finta di partecipare ma si vede chiaramente che sta pensando alla cameriera biondina...o alla birra... non abbiamo ancora chiarito!
Comunque lanciamo tutti e non succede niente, ma l'entusiasmo è alle stelle.
Comincio io le catture dopo una decina di minuti: Surface Yo-Zuri, maestrale laterale, troppo forte per un lancio lungo frontale e allora mi appoggio un po' verso sinistra per sfruttare il vento.
Tutto bene, ottimo assetto e subito un bell'attacco, un cerchio di schiuma e la ferrata.!!!
"Ale, ce l'ho!!!"
Cavolo se tira!!! La frizione è stretta, forse un po' troppo, e lo so perfettamente perché l'ho appena controllata. Spinge verso il largo con tutta la forza che ha, ma non riesce a prendere molto filo e la cosa sembra farla arrabbiare decisamente, perché comincia a sfogarsi con una serie di testate impressionanti. Sento i colpi sulla canna e sulle braccia mentre la frizione cede pochissimi centimetri. Era quasi un anno che non prendevo una leccia e non ricordavo fosse così bello.
Continua a dare testate, spruzzando schiuma davanti a me, mentre ogni tanto si vede la schiena che si contorce e ancora la coda che sbatte sulla superficie. Non è enorme ma neanche piccola, ed è bellissima! Adesso comincia a puntare il fondo, non potendo andare da un'altra parte, ma non va neanche li! Allento un pò la frizione per salvaguardare i nodi, non si sa mai....continua a spingere però e non è ancora tempo di pompare, ma la sua foga sta diminuendo; pazienza Massimo, pazienza. Sento Alessandro, dietro di me, che scatta foto a raffica.
"Ehi, non è male!!! Sta ancora tirando!", tanto per darmi un contegno.
Mi aiuto anche con l'altro braccio, appoggiato sulla canna, non per lo sforzo ma solo per avere un maggiore controllo, un contatto ancora più diretto.
Intanto sono sceso verso la superficie e provo a pomparla.
Viene, è ormai stanca ed eccola che comincia a vedersi la sagoma argentata che sale da sotto, poi spinge ancora, ma ormai è quasi finita e Stefano è già pronto con i piedi in acqua.
"Raffio?"
"No, la liberiamo!"
Slamata rapida, e la foto di rito.
"A me sembra pesante!!! Sui 13-14 kg? Boh "
Un tuffo!! Vai!
Rimane sospesa nell'acqua, la pancia verso l'alto mi fa preoccupare un po', ma respira e vedo le branchie muoversi, sempre più frequentemente. Poi una capriola decisa e via con due forti colpi di coda; sono contento come un bambino e mi ritrovo ad applaudire senza sapere perché.
Sto applaudendo la mia leccia, il mio orgoglioso avversario e la sua libertà.
Adesso tocca agli altri.
Non faccio neanche in tempo a dire qualche sfottò ai miei compagni che vedo un attacco deciso sull'artificiale di Stefano!!!
"E vai!!!! Dai che c'é!!!"
Alessandro torna alla macchina fotografica, io al raffio e via correndo sugli scogli.
E' tutto pronto, Stefano concentratissimo non risponde alle mie battute, la leccia non può neanche cominciare a discutere, non c'è storia.
Basso sulla superficie, pronto a sollevare il pesce dall'acqua non appena fosse giunto a "tiro", non riesco a vedere l'azione di Stefano che è alle mie spalle.
"Sté, com'è? Grossa?"
In risposta mi arriva questa invocazione al pesce:
"Dai!!! Tira, che godo!!!!!" El Magnifico in action!!!
Altre foto, altro rilascio e sono due!
Adesso tocca ad Alessandro, ma comincia ad essere un po' buio e il momento migliore forse è passato, ma forse no!
E infatti, proprio davanti a me, un attacco di un'altra leccia su un muggine disperato che scappa verso gli scogli, sotto i miei piedi!
Vedo benissimo la leccia, con la schiena fuori dall'acqua e il suo attacco al pesce e poi, in mezzo alla schiuma, il muggine che salta e il predatore a non più di mezzo metro dietro di lui e poi gli scogli, ed è salvo! Uhhmm, questa deve essere Sabrina!!!
Siamo tutti con il fiato sospeso, certi dell'attacco imminente, ad osservare Alessandro che sta lanciando un Bounder blu metallizzato, un artificiale fantastico che provoca l'attacco dei carangidi in un modo incredibile, quando ci accorgiamo che smette di lanciare e guarda verso il basso.
Nooo, un subacqueo! Con due cefali alla vita! Uno sparatore di cefali in mezzo agli scogli sotto di noi!!! Proprio adesso, nooo!!!
Ovviamente più niente!!
Pazienza Alessandro, la tua leccia è rimandata solo di qualche giorno.
Sono almeno quattro e sono ancora quattro, grazie ai rilasci. Dal Su Siccu Lodge è tutto.