I NOSTRI CONSIGLI PER LO SPINNING IN MARE
TECNICHE DI PESCA INNANZI TUTTO: COS'E' LO SPINNING
Brevemente, lo spinning è quella tecnica di pesca che prevede il continuo lancio e recupero di esche artificiali alla ricerca di predatori. Il termine deriva dall'inglese "to spin" (girare) e fa riferimento secondo alcuni al movimento dei cucchiaini rotanti, tra i primi a essere utilizzati in questa tecnica, second altri al continuo movimento rotatorio del mulinello. Tanto per aumentare la confusione "spinning reel" (letteralmente "mulinello rotante") sta a indicare invece, genericamente, il mulinello a bobina fissa, perciò non fate come quel nostro conoscente che volendo iniziare lo spinning acquistò un mulinello da surf casting da poco meno di un chilo e, alle nostre obiezioni, rispose: "C'è scritto qui, è un mulinello da spinning!" e mostrò soddisfatto la scritta "spinning reel" (che troverete in tutti i mulinelli a bobina fissa).
Tornando seri, caratteristica particolare dello spinning che lo differenziano dalle altre tecniche di pesca è il continuo movimento: delle braccia, innanzi tutto, per i continui lanci e recuperi, ma anche delle gambe perchè, come vedremo, è fondamentale spostarsi il più possibile evitando una pesca statica (errore molto comune tra i neofiti dello spinning).
UNO SPINNING, TANTI SPINNING
Inutile negarlo, lo spinning in mare è una tecnica ancora poco conosciuta e praticata; alla scarsa informazione si aggiunge la difficoltà (e la scarsa propensione) di pochi praticanti ad incontrarsi, contrariamente ad altri tipi di pesca. D'altra parte perché stupirsi? Lo spinning è fondamentalmente una pesca da praticare in solitario o in pochissimi, non sono ammissibili "cricche" numerose da sparpagliare sulla scogliera. Anche l'agonismo è bandito, caso unico nelle tecniche di pesca: riuscireste a immaginare una gara di spinning in mare?
Per tutti questi motivi attorno allo spinning c'è molta confusione, accentuata dalla scarsa esperienza e competenza dei rivenditori di articoli da pesca e dalle personalizzazioni che i pochi appassionati apportano a questa tecnica; ci sono quelli che cercano solo la spigola dalla spiaggia, quelli che utilizzano esclusivamente lunghe bolognesi con bonnand e piumetta, quelli che lanciano solo dai moli e quelli che pescano solo all'alba convinti che col sole alto non si prenda più niente.
Vi raccontiamo qualche aneddoto realmente accaduto per confermarvi quanto affermiamo.Raccontino n° 1 (Negozio di pesca)
Pescatore: Vorrei del filo morbido, zero trentacinque, duecento metri.
Venditore: Per surf-casting?
Pescatore: No, per spinning.
Venditore (sorpreso): Per spinning, e cosa prende a spinning, balene? (ridacchia)
Pescatore (serio): Nemmeno a surf si prendono balene, e non si pesca dalle rocce.
Venditore: Ve be', ve be', ma per le spigolette basta un venticinque.
A questo punto il pescatore gli racconta gli ultimi pesci presi (e non erano spigolette) e, soprattutto, dei due mostri che il giorno prima gli hanno sbobinato 200 metri dello 0,30 prima di rompere tutto.
Il venditore, poco convinto, scuote la testa e gli allunga il filo richiesto, ma a malincuore.Raccontino n° 2 (Scogliera)
Ore 9,30, un pescatore, con canna da 4 mt, mulinello da rock fishing con filo 0,45, cucchiaino che sembra un mestolo da minestrone, rientrando dalla pesca incontra un altro pescatore (canna leggera da 3 mt, rapala 9 cm, filo 0,30) che invece sta iniziando a lanciare.
Pescatore n° 2: preso niente?
Pescatore n° 1: non è giornata! Di pesci neanche l'ombra. Ma tu stai iniziando adesso?
Pescatore n° 2: Si, perché?
Pescatore n° 1: Be', è un po' tardi per lo spinning; e poi, scusa, ma vuoi pescare con quella roba?
Pescatore n° 2: C'è qualcosa che non va?
Pescatore n° 1: E' un po' leggerina, come fai a tirare su un pesce grosso con quella cannetta? Qui passano ricciole, barracuda, dentici. E quel filo cos'è? Un trenta??? Ma quello come tocca le rocce si sbriciola! Dai retta a me prenditi una bella telescopica e un mulinello come si deve!
Il pescatore n° 2 vorrebbe presentargli il signore del raccontino precedente, lo saluta e continua a lanciare.Raccontino n° 3 (Negozio di pesca)
Pescatore: Vorrei vedere qualche canna da spinning
Venditore: Eccola qui! Carbonio alto modulo, due pezzi, anelli in SIC, vernice metallizzata. Un gioiello!
Pescatore: Non è un po' piccola?
Venditore: Scherzi? E' una 2,10, lancia fino a 20 grammi.
Pescatore: Volevo una 3 metri con potenza di almeno 50 gr.
Venditore (ridendo): Ma lo sai cos'è lo spinning? Devi lanciare in continuazione, camminare, hai bisogno di una canna leggera, tre metri per lo spinning non ha senso.
Pescatore: Ok, grazie ci vediamo.
Raccontino n° 4 (Spiaggia)
Al rientro da una battuta di pesca a spinning (infruttuosa) su una scogliera dove ci avevano segnalato la presenza di grossi barracuda e dentici, incontriamo su una spiaggia un lanciatore con lunghi waders che, riconosciuti come colleghi, ci ferma per le solite domande.
"Niente spigole oggi?" ci chiede.
Istintivamente gli rispondiamo: "Spigole? Perché proprio spigole?" (Avevamo ancora in testa le prede per le quali eravamo andati fin lì).
Quello ci guarda come se lo stessimo prendendo in giro: "Perché, cos'altro volete pescare a spinning, tracine?"
Be', se peschi sempre sulla sabbia!....Lo pensiamo ma non abbiamo il coraggio di dirglielo.
Come vedete, la pesca con gli artificiali non è così semplice, le interpretazioni sul tema sono quanto mai variegate e complesse, anche se abbiamo notato una certa predisposizione di molti lanciatori a "fissarsi" su un solo tipo di spinning. Non esiste un solo spinning, occorre interpretarlo a seconda delle stagioni, dei luoghi e delle prede che vogliamo insidiare.
Schematizzando, possiamo distinguere tre tipi di spinning in mare
a)Spinning leggero
E' indirizzato prevalentemente a spigole, secondariamente a occhiate, piccole ricciole e lecce, aguglie, sugarelli. Le zone da battere sono le acque basse caratterizzanti le "piane" e le scogliere basse, le calette, i moli. Occorrono canne corte e leggere, da 2,10-2,40, con potenza da 5 a 25 gr e mulinelli leggeri e poco capienti (si pesca con filo dello 0,20-0,25). Le esche dovranno essere di dimensioni ridotte, piccoli minnow o cucchiaini da lanciare direttamente senza zavorra, o jig e esche in silicone. Lo spinning leggero è adottato tipicamente da lanciatori d'acqua dolce che "migrano" al mare, ma è anche la riscoperta di molti pescatori che hanno utilizzato per troppo tempo attrezzature pesanti. Consigliabile in particolare in condizioni di mare poco mosso o calmo.b)Spinning medio
E' di gran lunga il più utilizzato nelle acque mediterranee perché più idoneo alle nostre prede ed alle nostre coste. Canne da 2,70 - 3 mt con potenza fino a 40-50 gr, mulinelli da 300-350 gr con capienza 150-200 mt dello 0,30 o multifibre da 15-20 libbre. Come artificiali minnow e popper da 9-11 cm o cucchiaini da 7-10 cm per 15-30 gr di peso. Con una attrezzatura di questo tipo si possono affrontare la maggior parte delle situazioni e prede tipiche delle nostre acque.c)Spinning pesante
Ci si arriva, prima o poi, è l'evoluzione finale di ogni lanciatore, quando ci si accorge che anche dalle nostre coste è possibile la cattura di prede eccezionali. E' indispensabile quando insidiamo le grosse lecce nei porti ma anche quando, in situazioni particolari, si vogliano raggiungere lunghe distanze, come dalle spiagge poco profonde. Occorrono canne potenti da 2,40-3 metri nella pesca dai moli, più lunghe per il "surf fishing" (ma non consigliamo di superare i 3,30) capaci di lanciare esche pesanti, fino a 80 gr e più; il mulinello dovrà essere proporzionato e contenere almeno 200 metri di 0,35-0,40 o multifibre da 30-50 libbre. Qualcuno usa attrezzature tipiche del rock-fishing, ma francamente ci sembra esagerato (quanto a lungo si può lanciare con una canna da 4 mt e mulinello da oltre mezzo chilo?). Gli artificiali sono grossi artificiali di superficie (popper, ranger, WTD) per la pesca nelle acque portuali, grossi cucchiaini o jig metallici per il lancio dalle spiagge, pesanti minnow e popper dalle rocce.A questo punto una considerazione si sembra doverosa. Ogni lanciatore, nella sua evoluzione piscatoria, man mano che migliora nella tecnica, nell'esperienza e nella conoscenza dei luoghi e delle prede, cattura con maggiore frequenza pesci di taglia e ricerca con sempre maggiore insistenza prede eccezionali. In altre parole, punta sempre più su uno spinning pesante, utilizzando attrezzature ed esche rivolte ai grossi predatori e dimenticando che, spesso, sono le prede minori a salvarci dai cappotti. Più grosso è l'obiettivo della nostra battuta di pesca, maggiore sarà la probabilità di insuccesso. Recuperare, in certi periodi dell'anno o in determinate condizioni, attrezzature, filo ed esche più leggere, può farci ritrovare il fascino di una pesca leggera (e comunque gratificante) indirizzata a prede più "normali".
IL LANCIO
Nello spinning in mare non abbiamo in genere la necessità di lanci precisi, come avviene invece per le acque dolci. Essendo più importante la gittata, si dovrà cercare il lancio che consenta all'artificiale di arrivare il più lontano possibile. Se è vero, infatti, che normalmente non servono lanci lunghissimi (spesso bastano 15 -20 metri o poco più) è anche vero che in alcune occasioni qualche metro in più può aumentare notevolmente le possibilità di pesca.
Il lancio più utilizzato è quello laterale, eseguito con una veloce frustata del braccio (con canne rapide) o con un movimento più ampio e morbido con canne paraboliche o con esche particolarmente pesanti. In assenza di vento le migliori distanze si raggiungono con inclinazione del lancio di circa 45 °, mentre con vento frontale è opportuno abbassare l'altezza del lancio per due motivi: la forza del vento aumenta allontanandoci dalla superficie, quindi un'esca che vola bassa risente meno dell'azione del vento; in secondo luogo, durante il lancio l'artificiale perde progressivamente la propria energia cinetica, dobbiamo ridurre quindi la durata dell'ultima fase nella quale il vento contrario può respingere indietro l'esca (in altre parole: minore è l'altezza del lancio, più rapida sarà la caduta dell'artificiale e più ridotta l'influenza del vento contrario). In caso di vento a favore occorre invece aumentare l'altezza del lancio, per gli stessi motivi.
In alcune occasioni è necessario ottenere dei lanci precisi, ad esempio in alcune tipiche zone da spigole con acque basse, scogli sparsi e fondo irregolare, nelle quali è importante portare l'esca in punti precisi (anche per evitare di arroccare). In questo caso il lancio dovrà passare sopra la testa del pescatore e compiere un tragitto perpendicolare alla linea dell'orizzonte.
Abbiamo già accennato, in altra sezione, all'esigenza di esplorare con i lanci una zona più ampia possibile; non è produttivo, in genere, insistere per troppo tempo nello stesso posto, nello spinning è il pescatore che va a caccia della preda. Pertanto consigliamo di eseguire da ogni postazione circa 5-10 lanci, esplorando a ventagli il mare davanti a noi. E' molto importante lanciare anche parallelamente alla scogliera, dove spesso il predatore si nasconde in attesa della preda. In assenza di ferrate o segnali confortanti conviene spostarsi di qualche metro e ricominciare con i lanci. Non fate mai l'errore di pensare: "inutile spostarsi di 10 metri, se il pesce è in zona passerà anche qui" (sentita spesso). Niente di più sbagliato! Una spigola può restare ore ferma ad aspettare la preda dietro una roccia e non vedrà mai il vostro artificiale se non gli passa sotto il naso. Inspiegabilmente, questo vale spesso anche per i pelagici, abituati a scorrazzare in lungo e in largo anzichè appostare la preda. Conosciamo delle scogliere, apparentemente omogenee, nelle quali le catture si affettuano per il 90% negli stessi posti (pochi) mentre nel resto della scogliera, senza alcun motivo apparente, le catture sono solo occasionali. E' evidente, pertanto, l'importanza, almeno per i primi tempi, di esplorare ogni metro della nostra zona di pesca.
Zavorra? No, grazie.
A parte le piumette, i piccoli cucchiaini e le anguilline in silicone, gli artificiali più utilizzati (cioè minnow, popper, cucchiaini) possono essere lanciati senza zavorra. Naturalmente occorre utilizzare esche con un certo rapporto peso/dimensioni e, comunque, adeguati alla potenza della canna. In genere per un buon lancio occorrono artificiali di almeno 15 gr, ma in caso di vento frontale è opportuno privilegiare esche più pesanti.
IL RECUPERO DELL'ESCA
In genere, un cucchiaino o un pesciolino ben costruito risulta efficace anche se recuperato con velocità regolare, soprattutto in mezzo alla schiuma, ma è vero che un nuoto irregolare, a strappi, con continui stop, ripartenze e cambi di direzione, può costituire un'attrazione in più per il predatore smaliziato o poco propenso all'attacco. Conviene sempre alternare i due tipi di recupero, privilegiando il secondo quando ci accorgiamo della presenza di pesci svogliati. In ogni caso il recupero deve essere piuttosto veloce, considerando che un pesciolino di discrete dimensioni risulta "credibile" con velocità di 3,5-4 nodi, mentre per i cucchiaini può essere sufficiente una velocità minore.
Tutti i movimenti impartiti all'artificiale devono essere prodotti con adeguata azione della canna. Con acque profonde la punta della canna dovrà essere tenuta bassa per un migliore controllo dell'artificiale, mentre se vogliamo che l'esca lavori più in superficie (ad esempio per evitare incagli su bassi fondali) dovremo tenere la canna alta. In ogni caso nell'ultima parte del recupero la punta della canna dovrebbe essere abbassata verso l'acqua per evitare che l'angolo troppo aperto formato dalla lenza con la superficie costringa l'artificiale ad un nuoto non corretto o addirittura ad uscire dall'acqua (il problema è più sentito con i cucchiaini perchè non hanno la paletta affondante). Questo è importante perchè spesso l'attacco avviene proprio in prossimità della riva.
IL RECUPERO DELLA PREDA
Le prime volte accade quando ormai non ci crediamo più, quando il braccio lancia meccanicamente e la testa sta pensando ad altre cose. Nel primissimo istante è difficile distinguerlo dal solito incaglio, semplicemente l'artificiale si blocca, la canna si piega ed il pensiero istantaneamente ritorna lì, sotto la superficie. Poi avviene tutto in un attimo, le testate, la fuga, la scarica di adrenalina. E' la cosa più bella dello spinning, la ferrata in diretta, quale altra tecnica di pesca lo consente?
E ora viene il bello. Che fare? Cominciamo col dirvi che solitamente non è opportuno ferrare subito, perchè: a) il predatore in genere si ferra da solo nella violnza dell'attacco; b) ferrare subito può significare esercitare una trazione sulla lenza proprio mentre il pesce comincia la prima fuga, che è la più veloce e potente, con elevato pericolo di rottura. Se proprio volete ferrare (può essere utile con pesci dal palato duro come i barracuda) fatelo dopo la prima fuga o se il pesce non è molto grosso.
Una cosa che invece dovremo fare subito è regolare la frizione, che durante il recupero abbiamo lasciato piuttosto chiusa, in modo da assecondare la fuga dal pesce. Se questa si prolunga un po' troppo occorre chiudere gradualmente la frizione per evitare che il pesce porti via troppa lenza o possa intanarsi. Solo alla fine della prima fuga si può tentare l'avviccinamento della preda con una azione di pompaggio con la canna. Il recupero della preda deve essere fatto con la frizione più chiusa oppure, tenendo la frizione leggermente aperta, bloccando con la mano la bobina per evitare che slitti durante il pompaggio. Questa tecnica ci evita di regolare in continuazione la frizione a seconda del comportamento del pesce ed è consigliabile con pesci potenti: è più veloce togliere la mano dalla bobina nel momento in cui il pesce riparte piuttosto che aprire la frizione.
Generalmente, dopo due o tre fuge un pesce di media taglia esaurusce quasi tutte le proprie energie ed è pronto per il salpaggio. A questo punto, se siamo su una scogliera, è opportuno scegliere velocemente la roccia o il punto dove avverrà il recupero. E' sempre opportuno, in caso di mare mosso, preoccuparsi prima di tutto della propria sicurezza e scegliere una roccia comoda e al riparo da pericoli.
Questa fase è quella che presenta il maggior rischio di rottura della lenza; con onde grosse è frequente perdere pesci anche non troppo grossi, non sempre un raffio o un guadino salvano la situazione. In casi particolari (scogliere alte) può essere addirittura consigliabile salpare di peso il pesce, naturalmente con canna e filo adeguati. In generale, è sempre opportuno individuare già al momento della ferrata uno scoglio ampio e piatto dove far "scivolare" la preda ormai esausta.